AM ISRAEL CHAI

AM ISRAEL CHAI

INTERPRETAZIONE IN CHIAVE MASSONICA DELLA STORIA DEL POPOLO EBRAICO

Quando poi vedrete Gerusalemme circondata da armate, allora sappiate che la sua devastazione e giunta. Quelli che sono nella Giudea fuggano sui monti, quelli che sono dentro la città se ne vadano; chi è nelle campagne o dentro in città perché quelli saranno giorni di vendetta, in cui si adempirà tutto ciò che è stato scritto. Guai alle donne incinte o aiiattanti, in quei giorni Ci sarà, infatti” grande calamità nel paese e ira su questo popolo; e cadranno a fil di spada e andranno prigionieri fra tutte le genti, e Gerusalemme sarà calpestata finché siano compiuti i tempi dei Gentili. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli smarriti a causa del fragore del mare e dei flutti; gli uomini saranno di spavento nell’attesa di ciò che rinascerà la terra; perché le potenze dei cieli saranno squassate. Allora si vedrà il figlio dell’uomo venire sa una nube con grande potenza e gloria. Quando tali cose cominceranno a venite, alzatevi e levate la testa, perché la vostra Liberazione è vicina. (Luca, cap. XXI, vers, 2O,27)

Se nulla e effetto del caso, specialmente nella volta celeste, dove il Grande Architetto dell’Universo tiene la sua eterna lezione all’umanità, potrei allora dire che il caso è una progressione sconosciuta e il tempo una successione di numeri. Il  caso e il tempo formano l’avvenire, ed è compito del Maestro libero muratore utilizzare gli strumenti a sua disposizione, i simboli, per scoprire il finale di un evento o il futuro di un destino. La storia del mondo si svolge secondo una legge interiore, che è la legge nascosta della natura divina stessa. Stasera, utilizzando il metodo massonico, userò la storia del popolo ebraico come simbolo del processo cosmico per ipotizzare quindi l’avvenimento futuro verso il quale l’uomo tende. Si discute di religione tra un cardinale ed uno scrittore ebreo. Questi, ad un certo punto, per dimostrare al cardinale quanto la cultura ebraica abbia influito in generale sulla vita e sulla storia dell’ umanità, racconta:

Primo venne Mose, che illuminato sul monte Sinai, alza le mani per ricevere la legge e dà la prima grande spiegazione della vita: tutto viene dal cielo.

Secondo venne Salomone il saggio, abbassa le mani dal cielo e le porta alla fronte, come dire. tutto viene dalla saggezza, dalla luce della giustizia e dall’intelligenza. Tutto viene dalla testa.

Terzo venne Gesù e fa scendere le mani dalla testa al cuore e dice Tutto è amore, ama il prossimo tuo come te stesso. Tutto è amore.

Quarto venne Marx che fa scendere le mani dal cuore sullo stomaco, e dice: tutto viene da qui. I conflitti, le filosofie ed ogni altro significato della vita sono nell’economia.

Quinto venne Freud che fa scivolare le mani ancora più giù e spiega che il senso profondo di tutto sta lì: eros, psiche, follia, arte, vita e morte, tutto si riassume nel sesso.

Sesto arriva Einstein e blocca tutti dicendo: attenti, tutto è relativo!

Fratelli, se non prendessimo sul serio questa storiella, il non essere noi ebrei ci farebbe commettere, come accade normalmente, il solito errore di credere che la distruzione del Tempio la conseguente dispersione del popolo ebraico, la cultura e l’esoterismo ebraico si siano esauriti da circa duemila anni. A tale errore di valutazione, di solito ne facciamo seguire un altro: e cioè il ritenere che nell’avventura spirituale dell’uomo occidentale, l’ebraismo ha un posto di primo piano solo grazie alla fortuna della Bibbia, anche se riconosciamo in essa uno dei pilastri su cui si basa la nostra civiltà. Che ciò sia vero nessuno lo può disconoscere, ma quanti si sono posti il problema di studiare e dimostrare quale sia il nostro debito verso l’ebraismo post-biblico? L’ebraismo non ha terminato la propria funzione e non è vero che sia stato ripreso e portato avanti dal Cristianesimo, ffi? sopravvive ancora dopo duemila anni dalla distruzione del Tempio. Con la dispersione, il popolo ebraico si organizzò in tanti gruppi sottoposti all’autorità dei rabbini. La paura di non poter conservare la propria identità, l’istinto naturale di difesa, li spinse a serrare sempre più le proprie file per difendersi tra l’altro dal nascente antagonismo religioso del Cristianesimo. Da questo clima, da questo desiderio di riorganizzarsi secondo una struttura adeguata alla nuova vita nacque quell’opera vastissima che fu il Talmud. La letteratura talmudica ha carattere prevalentemente giuridico, sorta come commento alla raccolta di leggi tramandata oralmente detta Mishnah; ed è particolarmente importante notare come da questo immenso materiale di testi e di interpretazioni, la coscienza religiosa ebraica non volle mai ricavare un credo definitivo o una dogmatica professione di fede. L’unica professione di fede accolta

senza il minimo dubbio dall’ebraismo è contenuta nella preghiera “Shemà Israel” (ascolta, Israele) composta di tre passi del Pentateuco. All’immenso lavoro legalistico, codificato dai rabbini nella Mishnah e nel Talmùd, rimasto chiuso tra le mura dei ghetti,  subentrerà un’altra dottrina, quella cabalistica, che inserì il giudaismo in quell’importante tendenza del pensiero rinascimentale e post-rinascimentale, influendo in maniera decisiva in quelle correnti che vengono comunemente definite ermetiche ed esoteriche, come l’alchimia, l’astrologia, la magia ed altre.

L’importanza che queste correnti di pensiero ebbero nel Rinascimento, era dovuta, essenzialmente, alla fiducia nell’uomo e nella sua capacità di diventare arbitro cosciente del proprio destino.

ll valore di questa filosofia nei confronti dello sviluppo del pensiero moderno è abbastanza noto ed evidente; ma è importante per noi osservare la parte che vi ebbe il giudaismo, parte senza dubbio rilevante come dimostra, tra l’altro, la quantità  di simboli ermetici che furono presi alla tradizione ebraica. Basti ricordare il simbolismo dei numeri applicato alle parole delle preghiere al fine di costruire un punto di appoggio per l’ascesa dell’uomo verso il divino. È quindi nel cabalismo, che va rintracciata la spinta che porto le elites ebraiche ad aderire al pensiero illuministico e alla rivoluzione francese, trovandosi        così accanto ad altri movimenti di carattere esoterico, come la massoneria, la quale proprio in quel secolo si era andata costituendo in Istituzione quale oggi la conosciamo, ultima sintesi delle diverse correnti magico-ermetiche, ricca nel proprio simbolismo di profondi segni dell’influenza ebraica. Questo orientamento progressista e rivoluzionario della mentalità ebraica contribuì notevolmente ad importanti sviluppi nel secolo XIX che si rifletterono in numerosi aspetti ideologici che vanne dalla Rivoluzione Francese al nostro Risorgimento, dalla Rivoluzione Russa al Sionismo. Basti ricordare nomi di Marx, Freud, Trotskj, Einstein, Levi-Strauss, Durkheim, Marcuse, Pareto, Oppenheimer, Pontecorvo, Sakharov ed altri, con tutto ciò che questi nomi significano per la nostra civiltà. Questa breve sintesi del popolo ebraico, traccia l’ipotesi che vi avevo preannunziato. Abramo esce da Ur dei Caldei. Si distacca dalla sua famiglia e va verso il deserto. Inizia così la storia del popolo eletto, che organizzato da Giacobbe in dodici tribù, riceve il nome Israele, che significa. lottare con Jahve. In seguito le tribù si trasferirono in Egitto, dove, dopo un periodo di benessere, vengono resi schiavi e adibiti al solo lavoro della fabbricazione di mattoni. Tale periodo è caratterizzalo dall’elemento Terna, tipico del nomadismo prima e della fabbricazione di mattoni poi, oltre naturalmente a quello del contemporaneo segno zodiacale: il Toro. Tale periodo può considerarsi come l’attesa dell’iniziando che ha bussato alla porta del Tempio . Grazie a l!{ose, colui che e rinato dalle acque, il popolo di Israele guada l’Acqua del Mar Rosso ed entra nella Terra Promessa, cioè nel Tempio immaginario. Tale periodo è caratterizzata infatti da un archetipo maschile: il padre, tipica la figura del patriarca, e dalla Forza, caratteristica questa delle Leggi che Mose dà al suo popolo: occhio per occhio, dente per dente.

Inoltre è proprio in questo periodo che Salomone costruisce il Tempio. Con la Distruzione del Tempio termina un’altra era ed il popolo ebraico è disperso per tutta la terra. Ma la dispersione è caratteristica tipica del Vento e quindi dell’elemento Aria. Inoltre tale periodo è caratterizzato da un archetipo femminile: la Shekinàh, concetto passivo, come l’esilio, che rappresenta nella cultura ma ancor più nel sentimento ebraico: la presenza di Dio, l’anima collettiva di Israele, la madre, la vergine, la sposa di Dio, piangente ed esiliata perché l’impurità del modo le impedisce di unirsi al suo sposo. E questo concetto archetipico che stimola e dà vita ed energia al popolo ebraico, che guarda a Sion come ad una ricongiunzione mistica. Per duemila anni circa, infatti, durante la cena di Pasqua è stata rinnovata la speranza, pregando: l’anno prossimo a Gerusalemme. Ma col 1945 ii popolo ebraico subisce l’ultima prova: quella del fuoco. Nei forni di Auschwitz, Dachàu, Buchenwald e di Mathausen, si compie l’olocausto. Mai prima d’allora ha sofferto persecuzione così vasta da essere definita genocidio. È la morte fisica, condizione necessaria al passaggio successivo. E dopo tre anni, i tre giorni simbolici, quando nel 1948 termina l’era dei Pesci, l’era del fanatismo e dei contrari, che aveva caratterizzala la passività e la riflessione, ecco che il 14 maggio,

Ben Guenon, il figlio ciel Leone , annunzia al mondo la ricostituzione

dello Stato di Israele. La Resurrezione è avvenuta! E iniziata allora la terza ed ultima fase dell’iniziazione del popolo ebraico, che consacra Israele al grado di Maestro. Ma tale grado e caratterizzato dal simbolo della Saggezza. E se Israele, il sale del mondo, come dice il Testo Sacro, ha influenzato la storia del genere umano fin ora, potrei ipotizzare che continuerà a farlo sotto questo segno: la saggezza; e i presupposti credo che ci siano, al di là degli avvenimenti, tipici di ogni periodo di transizione, che sembrano farci immaginare il contrario. Infatti il segno dell’Acquario, nella cui era siamo entrati nel 1948, è caratterizzato dalla Fraternità, dalla cooperazione, dall’unione, dalla fusione, dal desiderio di conoscenza. Inoltre il simbolismo proprio di questo seguito, le due linee ondulate e parallele, sta pure a caratterizzare che finalmente gli opposti, che pure si ritrovano in ogni cosa, finalmente non si scontrano più. La scienza e la Filosofia, il Concreto e l’Astratto tendono verso gli stessi fini, verso gli stessi limiti.

TAVOLA COLPITA DAL FR.’. L. M.

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