LIBERTÀ, TRASPARENZA E RISERVATEZZA

LIBERTÀ, TRASPARENZA E RISERVATEZZA

“Libertà ch’è sì bella che sola rende la vita degna d’essere vissuta”.

Maestro Venerabile, Fratelli tutti carissimi,

PREMESSA:

Il tema che ci viene prospettato va visto come un Trinomio e non, quindi, come tre concetti separati. Ci deve essere insomma una consequenzialità tra questi termini. Rilevante diventa allora fare questa considerazione: trattando di libertà, trasparenza e riservatezza è pressoché fatale sconfinare nella politica poiché non si parla più, come abitualmente facciamo, dei principi, ma ci si deve fatalmente inoltrare nel terreno del confronto con chi ci sta intorno e con il “potere”.

Perché la trasparenza e la riservatezza sono dimensioni squisitamente politiche e, considerato il tema datoci, anche la libertà finisce per essere inquadrata nella stessa ottica.

La libertà, intesa in relazione agli altri due termini, non può che inquadrarsi nell’ottica delle possibilità che lo Stato DEVE garantire ad ogni singolo cittadino, poiché ogni essere umano è detentore di un diritto naturale. Questo concetto fu fatto proprio dalla nostra Costituzione ove, guarda caso, uno dei nostri Confratelli fu, tra i compilatori, uno degli elementi di maggior spicco!

La libertà va intesa come composta di tre aspetti distinti:

  • la prima è quella dal senso più ampio: parla di libertà di coscienza, di pensiero , di sentimento; ovvero la più assoluta libertà di opinioni in ogni campo (pratico, speculativo, scientifico, teologico o morale);
  • la seconda è la possibilità di agire come meglio vogliamo senza essere ostacolati e con le conseguenze che dal nostro fare ne derivano. Con le limitazioni derivanti dal non dover danneggiare terzi;
  • la terza consiste nella possibilità di associarsi e di unirsi con altre persone con qualsiasi scopo che non rechi danno al prossimo.

Possiamo aggiungere, in proposito, ciò che scrisse J. Stuart Mill: nessuna società che non rispetti queste regole nel loro complesso, in maniera assoluta ed incondizionata può legittimamente definirsi LIBERA!

Passando alla nostra Istituzione possiamo affermare che le parole del nostro Rituale: “Profano, per noi la libertà è il potere di compiere o di non compiere certi atti secondo la determinazione della nostra volontà. È il diritto di fare tutto ciò che non è contrario alla legge morale ed alla libertà altrui” evidenziano una diversa e maggiore ampiezza al problema, inserendo un concetto di morale (direi meglio di etica) al solo e semplice aspetto del non danneggiamento altrui previsto dal Mill.

Scendendo ora nel pratico e nel concreto, possiamo dire che la libertà che noi desideriamo relativamente alla nostra appartenenza all’ordine massonico consiste nella possibilità di percorrere tutte quelle vie che non siano contrarie al nostro Ordinamento giuridico.

Di riunirsi con chi più ci aggrada, effettuando tutti quegli studi o/e quei riti che si ritengano idonei, o anche solo propizi, allo scopo che ci siamo proposti quando siamo entrati o che, modificando via via le nostre mire, ci si prefigge.

La Costituzione della Repubblica Italiana, all’art. 18 recita: “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente senza autorizzazione per fini che non sono vietati dalla legge penale”.

E, si badi bene, al solo secondo comma aggiunge:” Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”.

Il legislatore riconosce dunque al cittadino la possibilità di associarsi, mentre pone dei limiti alle associazioni: i soggetti sono due, con ruoli e diritti-doveri ben chiari e distinti!

ANCORA QUALCHE DEFINIZIONE

Allo scopo di rendere più chiaro tutto il contenuto del termine LIBERTÀ vorremmo qui ricordare il detto evangelico “la verità vi farà liberi” sottintendendo che la libertà deve essere considerata quale bene supremo dell’individuo, ponendo la verità come mezzo e la libertà addirittura come fine.

Libertà è la possibilità di scelta. L’uomo può definirsi libero quanto più viene messo in grado di scegliere; ed avere le informazioni sulla scelta da fare dev’essere considerato un importante elemento di libertà.

Ecco qualche possibile e schematica interpretazione del temine LIBERTÀ:

LIBERO come contrapposizione a SCHIAVO

LIBERO E Dl BUONI COSTUMI si oppone a CON PREGIUDIZI E SCHIAVO DEI METALLI

LIBERO CONOSCENDO LA VERITÀ come fine ultimo dell’uomo

LIBERO Dl

LIBERO DA

QUALCHE CONSIDERAZIONE SULLA RISERVATEZZA.

Altro aspetto che ho cercato di evidenziare sopra: poter fare ciò che ci garba, e nel modo che riteniamo migliore, nei luoghi più adatti con lo scopo che ci prefiggiamo. Quindi sia in luoghi appartati che alla piena luce del sole!

In una precedente tavola sul Rituale si sosteneva che, come già per la preghiera, i nostri lavori hanno necessità di essere compiuti lontano dal rumore e fuori da sguardi …indiscreti. Le persone (che noi, in questo caso con molta ragione, definiamo profani) o non capirebbero assolutamente i nostri riti, e li irriderebbero, vuoi per loro intrinseca incapacità, vuoi per il porsi in una angolazione sbagliata. Altri infine li capiscono anche troppo bene!

Questo spiega, almeno in parte, il concetto ed il bisogno di riservatezza.

In ogni società la vita dell’individuo si polarizza in due aspetti: il pubblico ed il privato.

A seconda della prevalenza di una sfera sull’altra avremo sistemi assolutisti e totalitario o il liberalismo e, sua forma estrema, l’anarchia. Nel primo caso lo Stato pone il più possibile delle cose sotto la propria tutela e non lascia spazio all’iniziativa del cittadino, nel secondo ci sono pochissime regole, lasciando all’individuo la scelta sulle decisioni e sui suoi comportamenti.

Sembrerebbe che la forma migliore si ottenga dall’equilibrio tra queste due forme. L’obiettivo che si pone ogni tipo di governante è l’eliminazione dei conflitti tra le due sfere!

La riservatezza consente che ogni aspetto del privato sia un ambito esclusivo del singolo cittadino, mentre la trasparenza lo rende aperto e visibile a chiunque!

Possiamo identificare il “privato”, e quindi la riservatezza, come il proprio giardino: dotato di limiti invalicabili (i Landmarks). Al suo interno albergano le nostre libertà individuali.

Riservatezza quindi non significa nient’altro che poter decidere LIBERAMENTE se dichiarare la PROPRIA APPARTENENZA alla nostra Istituzione. Beneficio che, tra l’altro, finora, ( intendo alla nostra generazione), qui in Italia, personalmente ci è sempre stato garantito.

Se si pone questo quesito è Perché considerando il livello di cultura e di pregiudizi che coesistono nel nostro Paese in questo momento storico, pochi tra noi credono che rivelare a chicchessia la propria appartenenza all’Istituzione sia opportuno Essere Massoni non necessariamente significa avere la vocazione per essere martiri. E Perché io dovrei far sapere al mio portinaio che sono Massone? Quale beneficio io o l’Istituzione ne potremmo trarre? Ed il mio portinaio?

L’intimità dei propri convincimenti e delle proprie emozioni è una delle tante conquiste, o situazioni, che sono riservate all’uomo libero. Al contrario, proprio all’uomo in prigionia sovente queste non sono concesse, e la prigionia può considerarsi tanto più dura quanto più gli vengono negate queste intimità.

Sovviene, a questo proposito, il famoso libro di Orwell “1984” in cui il Grande Fratello riesce ad eliminare ogni forma di riservatezza e di intimità. Ogni individuo, sempre, è obbligato al massimo della “trasparenza”. Nessun sentimento “privato” gli è concesso.

Il rischio è insomma quello di vedere il nostro Stato Italiano trasformarsi da uno stato di diritto ad uno di Polizia ove non sia più possibile, chiudendo il cancello del giardino, sentire che siamo a casa nostra, c che possiamo, per legge, fare ciò che meglio crediamo !

Il nostro sacrosanto diritto a operare in pace, lontano dagli occhi indiscreti di chiunque, ma pure sottostando a tutte le norme giuridiche di un Paese di diritto, facendo conoscere alle autorità preposte luoghi e giorni di riunione con i nomi dei partecipanti, non contraddice affatto il concetto di trasparenza.

Diritto che, giova ricordarlo, negli ultimi anni la magistratura ha esercitato con una certa ampiezza!!

 E, a quanto mi risulta, con la massima disponibilità da parte della nostra Istituzione.

In ogni società la vita dell’individuo si polarizza in due aspetti: il pubblico ed il privato.

A seconda della prevalenza di una sfera sull’altra avremo sistemi assolutisti e totalitario o il liberalismo e, sua forma estrema, l’anarchia. Nel primo caso lo Stato pone il più possibile delle cose sotto la propria tutela e non lascia spazio all’iniziativa del cittadino, nel secondo ci sono pochissime regole, lasciando all’individuo la scelta sulle decisioni e sui suoi comportamenti.

Sembrerebbe che la forma migliore si ottenga dall’equilibrio tra queste due forme.

L’obiettivo che si pone ogni tipo di governante è l’eliminazione dei conflitti tra le due sfere! !

La riservatezza consente che ogni aspetto del privato sia un ambito esclusivo del singolo cittadino, mentre la trasparenza lo rende aperto e visibile a chiunque!

Possiamo identificare il “privato”, e quindi la riservatezza, come il proprio giardino: dotato di limiti invalicabili (i landmarks). Al suo interno albergano le nostre libertà individuali.

Riservatezza quindi non significa nient’altro che poter decidere LIBERAMENTE se dichiarare la PROPRIA APPARTENENZA alla nostra Istituzione. Beneficio che, tra l’altro, finora, ( intendo alla nostra generazione), qui in Italia, personalmente ci è sempre stato garantito.

Se si pone questo quesito è Perché considerando il livello di cultura e di pregiudizi che coesistono nel nostro Paese in questo momento storico, pochi tra noi credono che rivelare a chicchessia la propria appartenenza all’Istituzione sia opportuno Essere Massoni non necessariamente significa avere la vocazione per essere martiri. E Perché io dovrei far sapere al mio portinaio che sono Massone? Quale beneficio io o l’ Istituzione ne potremmo trarre? Ed il mio portinaio?

L’intimità dei propri convincimenti e delle proprie emozioni è una delle tante conquiste, o situazioni, che sono riservate all’uomo libero. Al contrario, proprio all’uomo in prigionia sovente queste non sono concesse, e la prigionia può considerarsi tanto più dura quanto più gli vengono negate queste intimità.

Sovviene, a questo proposito, il famoso libro di Orwell “1984” in cui il Grande Fratello riesce ad eliminare ogni forma di riservatezza e di intimità. Ogni individuo, sempre, è obbligato al massimo della “trasparenza”. Nessun sentimento “privato” gli è

concesso.

Il rischio è insomma quello di vedere il nostro Stato Italiano trasformarsi da uno stato di diritto ad uno di Polizia ove non sia più possibile, chiudendo il cancello del giardino, sentire che siamo a casa nostra, e che possiamo, per legge, fare ciò che meglio crediamo!

Il nostro sacrosanto diritto a operare in pace, lontano dagli occhi indiscreti di chiunque, ma pure sottostando a tutte le norme giuridiche di un Paese di diritto, facendo conoscere alle autorità preposte luoghi e giorni di riunione con i nomi dei partecipanti, non contraddice affatto il concetto di trasparenza.

Diritto che, giova ricordarlo, negli ultimi anni la magistratura ha esercitato con una certa ampiezza!! E, a quanto mi risulta, con la massima disponibilità da parte della nostra Istituzione.

TRASPARENZA.

Brutto termine, che ricorda gli ultimi tempi dell ‘Unione Sovietica, quando la gente chiedeva a gran voce di sapere cosa si facesse nella stanza dei bottoni.

In Italia nei riguardi della Massoneria (Perché ancora credo che il tema vada letto in questo senso) non esiste questo gran vociare della massa, quanto piuttosto un ben orchestrato movimento, guidato dai Partiti politici di sinistra con…. l’appoggio della Santa Romana Chiesa, attraverso i mass media. Longa manus di tutto questo è la Magistratura: se non proprio tutta quanta, quasi!!.

Infatti, stabilita una certa incompatibilità tra la Chiesa (per decisione di questa!) e la Massoneria già dal tardo 1700, con il passare degli anni l’insofferenza verso la nostra Istituzione si allargò mano a mano che l’ideologia (versione atea della fede cristiana) si affermava nei vari Paesi. Così sia i regimi totalitari ed illiberali (italiani tedeschi, spagnoli o cileni) che i regimi marxisti (russi cinesi ecc.) ci bandirono: E non basta: anche i vari stati islamici hanno seguito la stessa strada!!.

Un solo breve accenno al fatto che sono molte le associazioni come la nostra, ma non si sa, nonostante i vari scandali, che i giudici facciano indagini sui nomi e sugli iscritti del partito Socialista o della DC.

E neppure sugli aderenti all’ANA o sugli ex marinai!

E neppure si è mai letto che qualcuno auspichi che ciò venga fatto!

Quindi, riassumendo: nessuna opposizione alla trasparenza, ma pretesa che venga rispettata la nostra privacy. Rifiuto dell’assioma che se si sta riservati sia per compiere cose poco lecite. Se tra noi qualcuno sbaglia, e ciò purtroppo è senz’altro possibile, lo fa individualmente. Noi per primi dobbiamo essere intransigenti ed agire conformemente alle nostre regole, che certo non tollerano gli atteggiamenti contra-legem. Solo ci chiedono, quando un Fratello sbaglia, di coprirlo con il mantello della tolleranza. Ma tolleranza verso chi è in buona fede, chiaramente! La nostra Istituzione ha tutto l’interesse a che chi si pone volutamente fuori legge venga colpito.

Non è giusto che gli errori dei pochi siano sufficienti a cancellare un diritto dei più. Ed è molto grave che, grazie alla inefficienza dello Stato, siccome qualcuno ha abusato del diritto alla riservatezza ora si proponga di sopprimere il diritto di associarsi in Massoneria.

Quale può essere allora il giusto confine tra trasparenza e riservatezza?

Una risposta semplice in base a quanto finora detto potrebbe essere: ”riservatezza per tutto quanto attiene al privato e trasparenza per tutto quanto attiene al pubblico”.

Insomma, il Dio che voglio pregare, ed il modo del come farlo non può né deve essere soggetto a “trasparenze” di sorta, verso chicchessia e per nessun motivo.

Viceversa, ogni qualvolta decido di fare un qualche cosa di pubblico, allora esiste un giusto interesse della collettività a voler sapere chi sono e quali intendimenti ho: tipico esempio di questa seconda situazione è rappresentata dalla candidatura alle elezioni politiche o amministrative.

Tentando di riassumere al massimo, schematizzando:

LIBERTÀ la vogliamo, poiché ci spetta;

TRASPARENZA auspichiamo una legge che chiarisca in modo netto quali debbano essere le regole da seguire impegnandoci ad attenerci con scrupolo;

RISERVATEZZA ci spetta e la pretendiamo.

LAVORI RIEPILOGATIVI DELLA COMMISSIONE FORMATA DAI FRATELLI:

MAESTRO A. Bgg

MAESTRO G. Bltt

COMPAGNO E. Dmt

APPRENDISTA R. My,

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