ZOLFO – MERCURIO – SALE

ZOLFO – MERCURIO – SALE

Mi è stato richiesto da alcuni Fratelli di trasformare in tavola alcuni brani oggetto di una mia ricerca passata. Una buona dose di timore unita ad una dovuta cautela ed ad un po’ di umiltà sono stati il collante per quanto andrò a leggervi.

Tutti sappiamo come, negli anni, la Massoneria si sia, direi quasi naturalmente, appropriata di simboli appartenenti a tradizioni diverse. Questa considerazione richiederebbe spiegazioni complementari che altri Fratelli potranno, meglio di me, illustrare In altra occasione; tornando quindi ai nostri argomento, già nel gabinetto delle riflessioni si possono notare molti simboli di provenienza Ermetico-Alchemica: le coppe con il sale e lo zolfo (evidenti) ed il mercurio (rappresentato in modo evidente dal Gallo annunciatore per II profano dell’arrivo della luce, oltre che implicitamente dal profano stesso in quanto soggetto passivo che in un qualche modo dovrà essere “svegliato” e rettificato) sono l’oggetto di queste poche righe che oggi pongo all ‘attenzione dei Fratelli.

L’argomento trattato è per sua natura ermetico e simbolico; richiede quindi per essere compreso, uno stato d’animo scevro da punti di vista particolari.

Esso opera su un terreno insidioso dove in gioco ci sono da una parte la materia, il corpo nei mezzo la mente, la psiche e, dall ‘altra parte, lo spirito. Dove porterà questo gioco?

Il ternario di spirito anima e corpo si sposa perfettamente con il ternario alchemico di Zolfo Mercurio Sale dove lo Zolfo è il principio attivo, maschile, il Mercurio è il principio passivo, femminile ed il Sale è neutro, è il prodotto di due complementari, prodotto in cui si trovano in equilibrio le tendenze inverse inerenti alle loro rispettive nature.

Ecco quindi delineata, perlomeno nei concetti, l’opera dell ‘alchimista che imita o se meglio vogliamo dire lavora come la natura. Egli agisce in conformità al detto “solve et coagula”, dissolvendo le coagulazioni imperfette dell’anima, riducendo quest’ultima alla sua natura primaria, alla materia ed infine cristallizzandola nuovamente in una forma più nobile ed elevata.

Per dissolvenza, brucia e lo Zolfo è all’origine della combustione, per ridurre, usa il Mercurio/argento vivo che è all ‘origine dell’evaporazione, per cristallizzazione si crea il Saie che ne è la cenere residua e serve a fissare lo “spirito volatile”.

Abbiamo detto che l’anima cristallizzandosi in forme più elevate, oppure una volta liberatasi dalla febbre delle passioni, può servire da supporlo per stati puramente spirituali Questa operazione trasmuta poi anche il corpo che diventa veicolo di “Verità”.

Questo principio non viene affermato solo dall’alchimia poiché tutte le vie contemplative (ed includo anche quelle religiose …) danno una grande importanza alla funzione “naturalmente spirituale” del corpo.

In effetti la “sensazione dell’essere” non è nel mentale ma è racchiusa nel corporeo ed ecco che può farsi strada una spiegazione al gioco estremamente serio che stiamo facendo.

Si capirà, poco a poco, la natura simbolica del nostro corpo è il corpo e non la mente l’immagine più diretta del macrocosmo, è il basso che corrisponde analogicamente all ‘alto secondo le parole della Tavola Smeraldina.

Così al superamento intellettuale del mentale fa da contropartita l’integrazione “esistenziale” del corpo nello spirito: integrazione che realizzerà la Grande Opera, la trasmutazione del piombo in Oro, in luce corporificata.

Questo è quanto, saccheggiando da diversi autori, ho cercato di dirvi.

Ma come sempre sarà la nostra mente piena di sé, piena delle sue forme logiche e razionali a scindere, distinguere ed io spero condividere.

Spogliamoci quindi dei nostri preconcetti, mondiamo la nostra anima ed impariamo ad imbrigliare la mente; solo a questo punto qualche scintilla di verità potrà venire alla luce da noi stessi ed aiutarci ad andare oltre.

L’alchimia ci è di supporto per queste dure operazioni di purificazione.

II Sale e lo Zolfo sono gli strumenti di depurazione e di preservazione.

Sale che garantisce la purezza e la fecondità: che simboleggia anche la vita poiché ne sono pervasi la linfa delle piante ed il sangue degli animali, che è simbolo di vita perenne perché imbalsama, che è anche pietra perché, incantati, … si diventa di sale, pietrificati.

Paracelso nel De Naturalibus Rebus dice che l’uomo nutre di cibi il suo zolfo, di bevande il suo mercurio ma … morirebbe senza sale, il correttivo equilibratore dei liquidi e del sangue Voi siete, dice ancora, il correttivo, il purgante del mondo, ma il sale espulso con le urine e combinato con il nitro forma il salnitro esplosivo: il fulmine, il tremendo consacratore.

Sembrano strane queste definizioni … ma molte altre nel corso dei secoli si sono susseguite per darci la possibilità di porci almeno qualche dubbio. Distruggiamo le nostre certezze e le nostre abitudini, non fermiamoci all’apparenza delle cose ed allora, piano piano, i veli che coprono e falsificano vengono sfilati, tolti, aperti. Ci si svelano barlumi di ricordi, ancestrali sensazioni con una semplicità che non è umana perché viene dal cuore, dallo spirito, semplicità per sua stessa natura difficile, quasi ostica al nostro orgoglio, al nostro io.

Mi viene da esporre ancora un esempio: bello e facile credere ad una storia lineare che grazie, che so, all’economia o al progresso, procede verso un futuro più buono, più comodo, più umano. Ma cosa vuole dire umano?

New age ed altre teorie bizzarre, i verdi e l’ecologismo parossistico, lo scientismo moderno ed il buonismo sociale, tutto è in attrito con la natura, con il cosmo. La natura non è bella o brutta, o riconducibile ad una nostra visione particolare: essa è.

Il fine dell’iniziato è di essere o perlomeno tendere all’armonia con il cosmo; è anche imparare ad udire i suoni che ci provengono dal passato, a riconoscere gli archetipi del reale vissuto, in altre parole, cercare di sviluppare un nuovo tipo di percezione dall’interno del nostro Io.

Dalla morte nasce la vita e la conoscenza metafisica non è e non sarà mai trascritta su pergamene, libri o personal computer essa è oracolo, tradizione verbale, ritmo musicale e simboli. Sta a noi imparare a percepirli.

Da questa percezione possiamo accorgerci allora che parte della struttura culturale attuale e dei valori normalmente accettati cominciano a stridere, a vacillare.

Leggendo autori come M. Schneider C. Levi-Strauss, E. Zolla, R. Guénon, Coomaraswamy, F. Schuon, Fulcanelli, T. Burckhardt, M. Eliade, si intravedono sprazzi: cattedrali e capitelli che urlano nel silenzio dell’incomprensione, un Medioevo che non è ciò che comunemente si pensa, un’arte che ha perso il suo scopo, simboli che non sappiamo più comprendere, visioni di culture tradizionali opposte a quelle propinateci negli anni.

E semplice rivedere il gioco iniziale: questi simboli che fra noi massoni vediamo nel Tempio, trasferiamoli nel mondo ed impariamo a conoscerli. A cosa serve studiare filosofia, storia (e tutto quello che volete mettere nel grande paniere della cultura) se poi, in realtà non siamo in grado di percepire come un ritmo, un canto, una danza, un bel corpo, un’alba o un tramonto, ma anche una tempesta o un terremoto siano il messaggio non scritto che dobbiamo imparare a decifrare? Ecco perché anche tutti i simboli dei gabinetto delle riflessioni hanno importanza: sono, se vogliamo, i primi impatti forti che il profano che chiede di entrare nel Tempio vede, stupito e spaventato. Se accetta di proseguire, comprende -o perlomeno viene messo in guardia su cosa comporterà superare quella porta …

Seppur tali simboli, non si ritrovino se non in parte dopo l’iniziazione, restano a mio parere scolpiti dentro di noi come messaggio al nostro orgoglio ed alla nostra presunzione.

Nel Tempio ed anche nella vita di tutti i giorni, le divergenze estreme si assomigliano ed il rischio più gave, se da una parte abbiamo detto che è l’indurimento spirituale, dall’altra è il mito del Superuomo, del super partes “intellettualmente evoluto” che solo per “sua bontà” concede al suoi simili, ogni tanto, di esporre i suoi punti di vista, le sue verità!

Ancora una volta dobbiamo porre attenzione al nostro io, dobbiamo spogliarci delle nostre sicurezze e porci in intima umiltà ad ascoltare i messaggi divini: essi ci sono, siamo noi che dobbiamo reimparare ad udirli.

Concludo con uno splendido passo di O. Wirth dai Misteri dell’Arte Reale:

“il Sale e lo Zolfo del gabinetto delle riflessioni possono lasciare perplesso il recipiendario estraneo al linguaggio alchemico Queste sostanze fanno parte di un ternario completato dal mercurio Secondo l’ermetismo tutto si compone di Zolfo, Mercurio, Sale; ma questi tre principi alludono:

— all ‘energia espansiva, inerente ogni individualità;

— a questa stessa energia proveniente dalle influenze ambientali che si concentrano sulla individualità;  alla sfera di equilibrio risultante dalla neutralizzazione dell’azione solforosa centrifuga e della reazione mercurile centripeta, penetrante e compressiva.

L’isolamento, la sottrazione alle influenze esterne condannano a morte il soggetto, cosi privato del soffio mercuriale che trattiene la vita.

Quando lo Zolfo brucia in un involucro di sale divenuto impenetrabile all’aria che trattiene il fuoco vitale, quest’ultimo tende ad estendersi, ridotto a covare sotto le ceneri saline. Tale è precisamente lo stato del recipiendario che subisce la prova della terra; egli è sepolto nel suolo come il grano destinato a germogliare. Bisogna che il suo nucleo spirituale si schiuda interiormente prendendo possesso della propria cavità solforosa. Cominciamo con il regnare sul nostro infero se vogliamo uscirne per conquistare cielo e terra.”

Con Il triplice fraterno abbraccio.

S. Frrnt

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