BIORITMO: VOCE MISTERIOSA DELL’UNIVERSBIORITMO

BIORITMO: VOCE MISTERIOSA DELL’UNIVERSO di

Silvio Nascimben

Quanti di noi, al mattino, tirandoci giù dal letto, ci guardiamo allo specchio avendo l’impressione, a volte, di essere prossimi a vivere una giornata meravigliosa, anche se piove a dirotto e l’ auto è dal carrozziere, mentre in altre, malgrado il sole splenda radioso lassù nel cielo, avvertiamo, pressante, la voglia di mandare tutto e tutti al diavolo ed il caffè che stiamo sorseggiando non è stato mai, più cattivo di così. Non dobbiamo addebitare questi differenti atteggiamenti a bagordi, alla cena mal digerita ovvero allo stato di malessere generale che precede la classica influenza stagionale: non sono questi i motivi determinanti che ci inducono a vedere il mondo circostante, più bello o più brutto.

Si fa strada, a questo punto, l’ ipotesi che il corso della nostra vita, legato all’ alternanza di momenti in cui tutto gira alla perfezione ed altri in cui perdiamo fatalmente il passo, è legato ad avvenimenti che accadono nell’intero “cosmo” e niente si verifica a caso.

Cos’è, in effetti, il “bioritmo”, questa misteriosa e stupefacente intuizione che potrebbe consentirci una più ampia esplorazione scientifica, in altri termini, un uso più ragionato del nostro vivere?

La teoria del bioritmo, che letteralmente significa ritmo della vita, si basa sul rapporto corrente tra la esistenza umana e gli accadimenti, di ben più ampia portata, che avvengono nell’intero cosmo. Esiste, quindi, una precisa sintonia tra il nostro “vivere quotidiano” e l’universo, tanto da indurci ad approfondire le nostre conoscenze sull’ andamento degli influssi celesti, per meglio affrontare anche i banali problemi quotidiani.

Dall’ osservazione dei tre diversi stati di pulsazione della vita, quello dello spirito, quello della salute ed infine quella dell’ intelletto, scaturisce automatica l’ esistenza di tre diversi tipi di bioritmo. Ciascuno di essi, legato al proprio stato vitale, pur con cicli diversi che si intrecciano tra loro, si mantiene in perfetta autonomia con rispettivi ritmi ascendenti o discendenti. Le onde di questo triplice ritmo, salute, spirito e intelletto, iniziano ad animarsi al momento della nascita di ciascun individuo e, attraverso andamenti alterni, lo seguiranno per tutto il corso della vita. La lunghezza delle onde, invece, varia tra i ritmi: quello della salute fisica, dura 23 giorni e durante i primi 11 giorni e mezzo la fase è positiva, in salita, per poi cadere in discesa libera, fino a toccare il punto più basso: il fisico deve velocemente ricaricarsi, rifare, cioè, il pieno. Subito dopo, l’onda sale nuovamente e con essa riprende il ciclo di 23 giorni. I dello spirito, di 28 giorni, e dell’intelletto, di 33 giorni, seguono le stesse leggi: durante la prima metà del periodo vi è la fase ascendente che è seguita da quella discendente, subito dopo.

I giorni più “critici” sono, per l’appunto, quelli in cui il ritmo da positivo-ascendente passa al negativo-discendente. In questi giorni, ciò è dimostrato da numerosissimi esperimenti medici, avvengono incidenti, accadimenti nefasti e mortali, e nessuna reazione sembra scaturire dall’essere umano, a causa delle batterie scariche.

Tutti gli esseri viventi, coloro che appartengono ai regni animale e vegetale, non possono sfuggire alle leggi cosmiche che regolano il “ritmo della vita”. Qualcuno potrebbe obiettare, forse a ragione, che l’uomo non può e non deve essere accostato a tutti gli esseri viventi e in particolare agli animali, senza arrecare offesa a Dio: perché creati a sua perfetta immagine e somiglianza. Con tono sommesso, non certo per timore perché convinti di quanto andremo ad affermare, ma enormemente imbarazzati, riteniamo che gli animali, anch’ esse creature di Dio, siano migliori dell ‘uomo perché non conoscono la “malvagità

Un grande manifesto pubblicitario, tempo fa, recava l’ immagine di una famiglia di leoni, pigramente sdraiati sotto un secolare albero, nella sperduta savana. Il tutto incorniciato da un rosso tramonto africano. Il testo sottostante, recitava pressappoco cosi: ” Mangiano… solo quando hanno fame, fanno l’amore… per avere cuccioli, rispettano la natura e…non la contaminano. E poi… siamo proprio noi a chiamarli… animali !”

Questa voce è stata pubblicata in Lavori di Loggia. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *