Carissimo Gianluca,
Figlio e mai come in questo momento anche e soprattutto Fratello mio,
ti affido il compito di leggere queste poche righe durante la tornata funebre
che, conoscendo l’attuale M. V. ed il prossimo sono sicuro che vorranno e
vorrete riconoscermi.
Queste poche righe sanciscono il mio commiato da questa vita e dal
lungo viaggio comincialo tanti anni fa nella nostra Obbedienza.
L’Oriente Eterno è ormai prossimo, sento che il soffio vitale mi sta
pian piano abbandonando mi sarebbe piaciuto tanto festeggiare con te e
con i nostri meravigliosi fratelli il 70esimo anniversario della mia
appartenenza alla massoneria italiana purtroppo però sento che non ce la
farò, il GADU mi chiamerà prima … e mi dovrò accontentare di questi 69
anni e mezzo trascorsi in questa meravigliosa avventura …
Avventura che ebbe inizio il 1° giugno del 1946 quando un ufficiale
dell’esercito degli Stati Uniti, M. V. di una loggia del Massachusetts, portò
i rituali di quello che noi allora chiamavamo Grande Oriente Statunitense,
rituali che allora in Italia come in tutta Europa vennero aboliti e confiscati
dal regime fascista, ad un mio professore universitario, tale Gaetano
Altomare.
Egli scelse a sua volta 6 studenti universitari di 21 anni per dare vita
ad una loggia denominata “Freedom”, “Libertà” … credetemi fratelli miei,
mai termine fu cosi significativo in quel momento, cosi intriso della voglia
di tutti, noi in primis, di lasciarsi la guerra alle spalle e riassaporare la
libertà …
Ricordo ancora le notti insonni, piene di entusiasmo e i giorni
ridondanti di frenesia per la fretta di alzare le colonne, la sensazione di
entrare a far parte di un mondo libero ed universale …
Immaginate cosa poteva essere per dei ragazzi di 21 anni ancora scossi
dagli orrori della guerra!!!
Rammento anche, con estremo piacere e tantissima malinconia, due
particolarità nel rito di innalzamento delle colonne ed in quello di
iniziazione di un profano: al termine delle varie prove che il Fratello
Terribile (così si chiamava allora) sottoponeva al profano, prima che egli
venisse nominato massone a tutti gli effetti, al profano stesso veniva posto
sul capo un tricorno, simbolo dei patrioti delle guerre di indipendenza
americane e allo stesso tricorno veniva tagliata la punta perché ormai non
serviva più; la guerra era finita e la libertà aveva di nuovo vinto!!!
La seconda particolarità che voglio raccontarvi, ancora ricordo
indelebile nella mia memoria, è rappresentata dal gesto dell’ufficiale
americano al termine dell’innalzamento delle colonne … lo ricordo come
fosse ora: egli prese una banconota da un dollaro, ne fece 7 pezzi e ne
consegnò un pezzo a ciascuno di noi dicendoci “da soli non siete niente ma
assieme siete uno e siete tutto”… quello fu il mio primo insegnamento
massonico … e che insegnamento!!!
L’accondiscendenza e soprattutto la fiducia dei fratelli (cosa di cui
vado particolarmente fiero, del resto si sa che con la vecchiaia si diventa
vanitosi) ha fatto si che ricoprissi varie cariche sia nella mia Loggia che
fuori dalle sue colonne, Presidente del Tribunale Circoscrizionale per
molti anni, Consigliere dell’Ordine e soprattutto Giudice della Corte
Centrale (della prima sezione, quella che allora aveva pieni poteri di
processare direttamente qualsiasi Fratello ivi incluso il Gran Maestro
come poi in effetti accadde) nei primi anni 90.
Periodo molto intenso e travagliato quello dei primi anni 90, forse il
più travagliato della nostra storia, perlomeno di quella recente … tra
attacchi di esponenti politici (Cordova, etc.) smaniosi di farsi pubblicità
alle nostre spalle, P2 e tradimenti, anzi del grandissimo tradimento
interno.
Sin dai tempi della Presidenza di Tribunale Circoscrizionale per finire
all’appartenenza alla Corte Centrale ho avvertito di un’importanza
assoluta l’arduo compito di giudicare ed, in alcuni casi, condannare i miei
Fratelli di qualunque grado fossero e qualunque incarico ricoprissero.
Immaginerete quindi facilmente cosa volesse dire dover giudicare la nostra
guida, l’allora Gran Maestro, da notti insonni, credetemi!!!
Il metro di giudizio che ho sempre avuto è stata la tutela assoluta di
tutti gli altri fratelli, per cui se il sacrificio di uno poteva e doveva voler
dire la protezione e quindi la serenità di tutti gli altri, allora, seppur a
malincuore, si procedeva … proprio seguendo il suddetto criterio non ho e
cosi hanno fatto i Fratelli “colleghi”, avuto nessun dubbio o scrupolo nel
perseguire un’istanza di espulsione per quel, non mi va di chiamarlo
fratello perché non lo merita neppur lontanamente, quell’“essere” che,
appena decaduto dalla carica di Gran Maestro, per fini meramente
utilitaristici ed egoistici, tanto male ha fatto in Italia e soprattutto
all’estero per la nostra Istituzione.
Ma adesso basta parlare del sottoscritto, mi sono concesso un attimo di
vanità tipica come dicevo degli anziani, anzi, visto che ormai vado per i 91
anni, dei vecchi.
Questo lungo monologo è proprio finito … è il momento del commiato,
dicevo all’inizio, ma non può esserci commiato senza i doverosi
ringraziamenti ai miei fratelli.
Mi scuso sin d’ora se ne ometterò qualcuno ma alla mia età
l’arteriosclerosi la fa ormai da padrona.
Uno dei primi fratelli che mi vengono in mente, visto che lo conosco
dal 1970 (abbiamo quindi trascorso assieme quasi 50 anni di vita
massonica), è il Fratello Sergio1, a lui dico grazie della compagnia Fratello
mio …
Il secondo grazie lo devo ad un altro splendido compagno di
1 Sergio Rosso (Iniziato nella Loggia Pedemontana, poi passato alla Loggia Adriano Lemmi n° 864 all’Oriente di Torino,
dal 2012 Gran Maestro Onorario ad vitam, Gran Maestro Aggiunto nella Giunta del Gran Maestro Stefano Bisi)
avventura, al Fratello Maurizio2, che conosco da tempi immemorabili, sin
da quando era un giovanotto e credetemi per l’ultima volta, sebbene non sia
facile, da giovane era un gran bel ragazzo (lo attesta comunque una foto di
lui che possiedo) che carattere “fumantino” che aveva da giovane, non
avete idea!!! In ogni battaglia, anzi definiamola schermaglia, termine che
meglio si addice a quei tempi, lui era sempre coinvolto ma si schierava
sempre solo ed esclusivamente dalla parte del più debole … proprio per
questo gli lascio oltre al mio affetto anche la mia immensa stima.
Un altro grazie lo devo sentitamente, veramente il compimento di un
gradito dovere, al Fratello Beppe3, di lui potrei dire tante cose ma ve ne
dico solo una, la più importante: un grazie per l’immensità del suo cuore …
non fatevi ingannare mai da quell’atteggiamento che a primo acchito può
sembrare burbero perché io che lo conosco benissimo vi assicuro che ha un
cuore così grande che non avete idea …
Un altro Fratello che conosco dagli ultimi anni 60 è il Fratello Guido4,
uno dei fondatori della Monviso … ultimamente lo sto pensando ogni
momento … vorrà dire che ormai sono prossimo a rincontrarlo, quando lo
rivedrò gli dirò con quanto affetto suo figlio, anzi no qui come dicevo
all’inizio, non ci sono né figli né padri, ma solo fratelli, gli dirò appunto
con quanto affetto mi ha trattato il mio M. V., sfiorando perfino la
dedizione … grazie quindi caro Bepi5 per l’ultima volta.
E che dire dei fratelli che ho avuto l’onore e soprattutto la fortuna di
conoscere negli ultimi anni della mia vita … pensando a questi fratelli
capisco di avere avuto davvero una vita fortunata e tra i colpi di fortuna che
ho avuto vi è sicuramente quello di esser stato un massone.
Grazie di cuore al Fratello Piero6 il quale mi ha reso omaggio di un
attestato di stima come quello della Giordano Bruno praticamente quasi
senza conoscermi ma solo fidandosi delle sue sensazioni e, da vero
massone, del rispetto verso un Fratello molto più anziano di lui. Grazie
Fratello mio per un gesto di assoluto amore fraterno.
Il Fratello Paolo 7 , della mia Officina, mi ha accudito con una
delicatezza commovente, grazie mille quindi anche a lui.
Un secondo grazie al Fratello Aldo 8 il quale appena saputo dal
Fratello Paolo del mio ricovero presso l’ospedale di Alessandria si è
immediatamente attivato senza nessun bisogno di essere sollecitato … se
non è fratellanza questa non so come si possa in un altro modo definirla.
Un terzo grazie ai fratelli che sono venuti a trovarmi in ospedale
2 Maurizio Volkhart (Loggia Risorgimento n° 696 all’Oriente di Torino) dal 2006 Gran Maestro Onorario ad vitam
3 Beppe Bolatto (fino al 2000 nella Loggia Pedemontana n° 696 all’Oriente di Torino dove è stato iniziato e dal 2001 nella
Loggia Hermannus van Tongeren n° 204 all’Oriente di Utrecht all’obbedienza del Grande Oriente dei Paesi Bassi)
4 Guido Re (Iniziato nella Pedemontana, tra i fondatori della Loggia Monviso n° 688 all’Oriente di Asti e poi di questa
Maestro Venerabile)
5 Giuseppe Re (figlio di Guido e Ex Maestro Venerabile della Loggia Monviso n° 688 all’Oriente di Asti)
6 Piero Lojacono (Loggia Santorre di Santarosa n° 1 all’Oriente di Alessandria, Gran Tesoriere nella Giunta del Gran
Maestro Gustavo Raffi)
7 Paolo Stobbione (Loggia Monviso n°688 all’Oriente di Asti)
8 Aldo Bellora (Maestro Venerabile dalla Loggia Santorre di Santarosa n°1 all’Oriente di Alessandria)
facendomi sentire il loro sostegno morale, cioè ai fratelli Bepi, Leandro9,
Gianbattista10, Beppe, Piero, Maurizio, Paolo11 ed Alberto12 del quale ho
letto con assoluto compiacimento il suo libro sulla storia della massoneria
alessandrina, invito a fare altrettanto con quella astigiana (oltre a
continuare a produrre il suo ottimo amaro).
Il penultimo grazie va invece al mio ultimo M.V., il Fratello Pier13, il
quale mi ha omaggiato di una pietra con dedica che tengo sempre vicino a
me nel mio letto ormai di morte. A te caro Pier, mio M.V. purtroppo solo
virtuale, mentre sto passando questi ultimi giorni che mi restano,
guardando la pietra, tre volte grazie per l’assoluto rispetto, per
l’ammirazione per la figura, per l’affetto che mi hai dimostrato sin da
subito facendomi l’ultimo onore della mia vita nominandomi Membro
Onorario della tua Loggia. Io non penso di meritare tanto onore, ma invece
che sia un gesto di infinita tenerezza verso un povero vecchio. Non potrò
partecipare alla cerimonia di investitura perché le forze ormai mi mancano
ma so da Gianluca che sei particolarmente interessato al periodo storico in
cui ho ricoperto il ruolo di Giudice della Corte Centrale e ti ribadisco che
la mia dispensa informativa contenente molti documenti originali
dell’epoca è a tua completa disposizione … te l’ho già preparata in una
cartella apposita, il minimo che possa fare per ricambiare tanta gentilezza,
anzi tanta fraternità.
L’ultimo grazie a tutti voi Fratelli miei che siete stati così gentili da
ascoltarmi per l’ultima volta.
Arrivederci a tutti voi, il più tardi possibile, sempre per voi,
all’Oriente Eterno.
Ho detto, veramente per l’ultima volta,
Leo La Rosa
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